Tecnica: il pilota

Vi sarà sicuramente capitato prima dell’ingresso in porto o subito dopo l’uscita di notare una piccola unità che imbarca o sbarca dalla nave una persona. Quest’ultima è il pilota.

Chi è il pilota e qual è il suo compito a bordo?

Il pilota non è altro che l’esperto locale di un porto che ha il compito di affiancare il comandante durante la manovra di ingresso o di uscita. In alcuni casi il pilota può essere necessario anche per il passaggio di particolari zone, tra questi rientrano, ad esempio, lo Stretto di Messina (obbligatorio) e le Bocche di Bonifacio (facoltativo). Esso, al contrario di ciò che si possa credere, non assume il comando della nave una volta salito a bordo, essendo nella gerarchia paragonabile al grado di Primo Ufficiale. Quindi il pilota ha solo il compito di consigliare il comandante sulla corretta rotta da seguire, in quanto esperto del porto e quindi con conoscenza di eventuali secche, scogli, correnti e molto altro. Seguire le indicazioni del pilota è comunque a discrezione del comandante che rimane il capo della spedizione ed il responsabile della salvaguardia della nave e delle persone a bordo. Nel caso in cui il pilota consigli una manovra sbagliata e ciò comporti danni alla nave esso è il responsabile. D’altra parte se a causa di avverse condizioni meteo non è possibile il trasbordo dalla pilotina alla nave, l’imbarcazione pilota dovrà tenersi di prora alla nave da pilotare e dare via radio al comandante la rotta da seguire, finché non sarà possibile effettuare il trasbordo.

Il mezzo utilizzato per l’imbarco e lo sbarco dell’esperto locale dalla nave che ne richiede l’assistenza prende il nome di pilotina. Essa è solitamente un’imbarcazione di piccole dimensioni riconoscibile durante il giorno dalla presenza della bandiera H (Hotel) e durante la notte dai fanali di via, ovvero due fanali laterali di colore rosso (sinistra) e verde (destra), un fanale di poppa di colore bianco e due fanali in testa d’albero disposti in modo verticale di cui la luce bianca nella parte superiore e quella rossa in quella inferiore.

Come si diventa pilota?

Per diventare pilota, nella regolamentazione italiana, sono necessari alcuni titoli e requisiti, tra cui: un’età compresa tra i 28 e i 35 anni, idoneità psichica e fisica, titolo di capitano di lungo corso, 6 anni di navigazione in servizio di coperta su navi battenti bandiera italiana, almeno un anno di navigazione da 1° ufficiale, nessuna condanna per reati dai quali sia derivata l’interdizione dai titoli o dalla professione marittima per oltre due anni, ottima conoscenza dell’inglese marittimo e del SMCP (Standard Marine Communication Phrases). Avendo a disposizione tutti i seguenti requisiti e titoli si dovrà aspettare che il Comandante del compartimento bandisca il pubblico concorso.