Intervista: il Comandante Raffaele Iaccarino

Facciamo due chiacchiere con Raffaele Iaccarino, il Comandante più giovane della flotta MSC ed il primo ad aver attraccato a Cuba nella stagione inaugurale di MSC Opera.

Lei è uno dei comandanti più giovani della squadra MSC. Che cosa significa per lei e cosa l’ha portata a scegliere di lavorare a bordo delle navi da crociera?

E’ stata la tradizione familiare a portarmi a bordo delle navi da crociera. Mio padre faceva questo lavoro, anche lui era un comandante. Inoltre abito in un paese in cui il 90% degli abitanti lavora a stretto contatto con il mare. Infine perché MSC, in particolare a Sorrento, è stata sempre una semplicità, la cosa più naturale da pover fare.

Quali sono le sue responsabilità?

Sono responsabilità globali: legale, civile ed economica. Economica nei confronti dell’armatore, affinché il viaggio sia effettuato in sicurezza ed economia; civili come la cura del passeggeri ma anche intese come “responsabile civile”, ovvero accertare una nascita, una morte, un matrimonio.

Qual è la sua giornata tipo?

Mi sveglio molto presto, per natura. Mio padre mi diceva di sfruttare al massimo la giornata. Io cerco di passare la maggior parte della giornata tra la gente, l’equipaggio, tentando di capire gli umori e le problematiche. Poi c’è il lavoro d’ufficio, la tenuta della navigazione, la sicurezza a bordo. Ci sono una serie di cose che col tempo diventano la normalità.

Oltre il comando attuale di MSC Opera, su quali altre navi della flotta ha avuto modo di lavorare? Qual è la sua preferita?

Come comandante ho lavorato su Lirica, Armonia, Poesia, Musica ed Opera. Diciamo che non ho la nave preferita. La nave per una persona che lavora “sul mare” è la propria casa e case preferite non ce ne sono. Piuttosto possiamo modellarla in base all’atmosfera e all’umore che percepiamo, per renderla più accogliente.

Lei è stato uno dei primi comandante ad attraccare a L’Avana con una nave da crociera di grandi dimensioni, essendo stata MSC la prima tra le major ad offrire crociere da Cuba. Ci parli di questa esperienza.

In primis MSC Opera è la nave da crociera più grande mai attraccata a L’Avana con i suoi 275 metri di lunghezza. Detto questo Cuba è un luogo molto affascinante e noi abbiamo sentito in maniera evidente questa atmosfera nel corso del primo scalo. E’ stato un arrivo particolare. Il cubano, essendo tipicamente latino, è una persona molto socievole e calda, una persona molto osservatrice ma che poi diventa grande amica. Stiamo molto bene e siamo riusciti nel tempo a costruire un buon rapporto. All’inizio la prassi era che noi cercavamo un rapporto con loro, ora è al contrario, sono loro che ci cercano. Personalmente, per esempio, succede che io sono a casa e loro mi inviano messaggi per chiedere quando tornerò. C’è da dire che noi abbiamo la fortuna di apprendere da MSC qualcosa di particolare, anche rispetto alle altre società per le quali io ho avuto modo di lavorare. MSC ha la particolarità di trasmettere molta umanità, noi siamo tendenzialmente sempre pronti ad aiutare gli altri e forse è stato questo a colpire molto i cubani. Loro hanno sentito in particolare la differenza tra quello che era l’umanità MSC e il modo di gestire di altre società che stanno approdando a Cuba. La porta della nostra casa è sempre aperta.

Un altro suo primato è quello di essere stato al comando di MSC Armonia nella sua prima stagione post Rinascimento. Aveva già comandato navi di quella classe prima dell’allungamento? Quali differenze ha riscontrato?

Sì, ho qualche primato in effetti. Sono stato il primo ad inaugurare la “linea” per l’Irlanda, attraccando per la prima volta a Dublino con MSC Lirica; sono stato il primo ad andare alle Canarie con MSC Armonia. Questo prima del Rinascimento. La differenza, prendiamo in esempio Opera, tra prima e dopo è sicuramente che la nave ora è più confortevole offrendo servizi e locali che prima non erano disponibili. Poi, soprattutto, sono stati fatti grandi investimenti dal punto di vista della sicurezza. Oggi queste navi hanno un sistema unico al mondo, il “fire mitigation”. In caso di incendio in macchina queste navi sono in grado di conservare la parte propulsiva e la parte elettrica, grazie ad una importante modifica che ha completamente diviso le parti propulsive, quindi qualora ci fosse un incendio in macchina si riesce ad isolare una zona dall’altra e la nave è in grado di tornare in porto.

Quali sono i porti più ostici dal punto di vista dell’attracco? Qual è il suo preferito?

E’ nato lo scorso anno un amore tra me e il porto dell’Avana. Amo l’entrata nel canale, l’atmosfera, la gente molto molto vicina alla nostra cultura.

Ci può raccontare la cosa più strana che le abbia chiesto un ospite?

Non posso definirle strane, direi diverse dalle altre. Ci sono quelle domande fatte da chi non appartiene a questo mondo, per esempio la domanda del tipo “su quale lato della nave posso guardare i delfini?”. Ultimamente una signora intenta a scattare una foto mi ha fermato mentre passeggiavo di sera sul ponte 12, nel corso della traversata dall’Europa, e mi ha chiesto di poter rallentare la velocità della nave perché mancava la figlia e voleva una foto prima che tramontasse il Sole.

Cosa ne pensa delle nuove costruzioni della Compagnia? Meraviglia e Seaside.

Da quello che ho osservato sono navi bellissime, con grandi innovazioni. Penso che il futuro del settore sia lì. Il Signor Aponte ha uno spirito di osservazione particolarissimo e insieme a Vago ed Onorato riesce a prevedere quello che sarà il futuro. Io ho visto queste navi dai rendering ed hanno grandi caratteristiche tecniche, la nostra prima preoccupazione affinché siano confortevoli per i passeggeri e sono sicuro che saranno uniche.

Perché secondo lei chi ama viaggiare in crociera deve scegliere questa Compagnia?

Le posso rispondere come risponderebbe il mio fratello minore, ovvero ponendo una domanda a voi: perché oggi un passeggero non dovrebbe scegliere MSC? E’ una domanda difficile. Io raccolgo gli umori e posso dirle che la si sceglie perché è una delle società che ad oggi cura il passeggero a 360 gradi, non solo nella quotidianità in cabina o ricordando il nome. Parliamo di uno sforzo importante con il catering, il food, una serie di servizi che vengono offerti anche da altre società ma con una qualità diversa. Noi oggi abbiamo passeggeri di tutte le società concorrenti che vengono affascinati da MSC che negli ultimi anni è diventata una realtà importante rispetto ai albori. Ricordo quando arrivai in Brasile nel 1998 con la Rhapsody e la compagnia in quell’aria non era “nessuno”. Oggi siamo leader del mercato brasiliano. E’ difficile trovare qualcosa che possa giustificare il non viaggiare con MSC.