34 anni trascorsi a navigare per i mari del Mondo, 24 dei quali con il grado più alto a bordo di una nave MSC Crociere. Il Comandante originario di Piano di Sorrento apre le porte del suo studio al ponte 12 per rispondere alle nostre domande.

Che cosa significa per lei e cosa l’ha portata a scegliere di lavorare a bordo delle navi da crociera?

Una risposta completa in breve tempo è difficile da dare, in ogni caso cercherò di riuscire a rispondere in maniera soddisfacente. Le mie origini sono marinare, vengo da Piano di Sorrento, con la sua bella spiaggia, dove i miei nonni e mio padre, sono stati dei pescatori, ma anche dei naviganti e appassionati di barca a vela, quindi nel mio DNA c’è sempre stata fin dalla nascita, la passione del mare. Ho frequentato dopo gli studi primari, l’Istituto nautico Nino Bixio e poi una volta diplomato ho iniziato la mia carriera con la Flotta Lauro. Nel 1982 sono entrato MSC, iniziando il comando a bordo delle navi cargo, poi son passato alle navi container, navigando per quasi tutto il mondo: Cina, Corea, Giappone, Sud Africa e molti altri angoli di terra. Dopo queste esperienze la Compagnia mi ha offerto la possibilità di passare al comando delle navi passeggeri, così una volta a bordo mi son trovato in tutto un altro mondo ma che in fondo mi è piaciuto e che tutt’ora mi piace.

Quali sono le sue responsabilità?

Le responsabilità del Comandante rimangono uguali su tutte le tipologie di navi, tuttavia vi sono delle differenza sostanziali fra le navi cargo e le navi passeggeri, in quanto su una nave porta container gestivo da 20 a 25 persone massimo e nessun passeggero, mentre su una nave da crociera, e nello specifico qui su MSC Poesia, ci sono da gestire circa 4000 persone, di cui 1000 solo equipaggio. Dunque occuparsi di una nave di tale portata comporta degli obblighi in più e da solo ovviamente non potrei assolverli tutti. Per il il Codice della navigazione sono l’unico responsabile di tutto ciò che accade e che serve espletare a bordo, ma per logica di cose mi devo avvalere di un team di collaboratori, quali gli ufficiali, il comandante in seconda e altre figure con competenze specifiche che mi sono d’aiuto in tutta la gestione di questo albergo sull’acqua da 5 stelle ed oltre. La mia figura coordina, oltre tutto l’iter della nave, anche il mio team, perché il Comandante per definizione è il capo della spedizione, quindi si deve accertare sempre, prima che la nave lasci il porto, della sicurezza e dello stato di idoneità alla navigazione, che abbia la cambusa rifornita di tutto il necessario, ossia tutte le procedure da verificare prima d’intraprendere il viaggio. Ecco perché faccio capo agli ufficiali addetti ad ogni settore, che mi informano e coadiuvano nelle pratiche di controllo e gestione della nave, tutti compiti disciplinati dal Codice della Navigazione, con diritti e doveri del ruolo che rivesto in nave.

Oltre le sue responsabilità che ci ha elencato quali altri ruoli particolari svolge il Comandante a bordo?

Molti pensano erroneamente che il Comandante svolga il suo ruolo solo in plancia per condurre la nave da un porto ad un altro e per gli altri ambiti che vi ho appena elencato, ma non è così. Svolge altre funzioni, per esempio rivesto anche la figura di Ufficiale di Stato Civile e con tale facoltà posso celebrare i matrimoni. Le nozze a bordo possono avere due tipi valenza: una simbolica, ossia contratto in crociera durante una tranquilla vacanza; uno con valore effettivo se lo celebro in un imminente pericolo di vita, alla presenza di testimoni, e viene redatto sul giornale di bordo. Quest’ultima tipologia ha validità a tutti gli effetti, perché celebrato in extremis.

Qual è la sua giornata tipo?

Partiamo dal presupposto che il mio lavoro sulle nave da crociera non è paragonabile a quello di un ufficio con gli orari scadenzati, ossia inizio alle 8.00 del mattino e con le ore lavorative stabilite. La mia giornata tipo cambia a seconda delle circostanze: se siamo fermi in un porto oppure siamo in navigazione. Se per esempio mi trovo in una determinata giornata con condizioni meteo avverse, per il regolamento della Navigazione Marittima e per la SOLAS, (l’acronimo di Safety of Life at Sea, una convenzione internazionale dell’Organizzazione Marittima Internazionale, che serve a tutelare la sicurezza della navigazione, con riferimento alla salvaguardia della vita umana in mare, ndr), non posso assolutamente abbandonare la plancia di comando, devo coordinare attentamente le manovre e tutte le operazioni sul ponte, affinché la navigazione sia sicura. Questo sia in partenza sia in arrivo ed anche durante tuta la navigazione. Un altro esempio lo sia ha nel caso in cui siamo fermi in porto e vi sono degli eventi che si tengono a bordo, come questa mattina, per esempio, con la vostra intervista, che mi onora, con l’incontro di alcuni Agenti di Viaggio, giornalisti, oppure artisti per eventi a bordo, senza tralasciare le Autorità Portuali che devo seguire e che effettuano controlli agli apparati di sicurezza in nave. Inoltre c’è il lavoro di amministrazione, come in un vero ufficio, dove devo leggere le e-mail che ricevo dalla Compagnia, dalle varie agenzie. Devo anche provvedere a firmare documenti riferiti al personale che sbarca o viceversa imbarca, licenze o procedure particolari se c’è un emergenza medica.

Comandante, in virtù dell’ultima cosa che lei ci ha detto, ossia l’esempio di una emergenza medica, ci può descrivere brevemente come si attiva per fronteggiare un momento così particolare?

Se ci troviamo fermi in porto, il passeggero riceve le prime cure nel nostro ospedale in nave, dove il medico fa un accurata visita e una valutazione su una prima diagnosi, compilando una cartella clinica che consegnerà agli addetti del mezzo di soccorso, contemporaneamente a questo, io provvedo a contattare tramite agenzia un’autoambulanza, per il trasporto immediato nel nosocomio più idoneo e vicino al porto, dove poi assicureranno le cure adeguate al passeggero. Il problema diventa più gravoso se si è in navigazione. In prossimità della costa riusciamo a contattare la Guardia Costiera, che ci raggiunge o con una motovedetta o con un elicottero secondo l’urgenza o la gravità del passeggero e lo prelevano. Se ci troviamo in navigazione in alto mare, con il satellitare attuiamo procedura simile e il passeggero viene prelevato con l’elisoccorso.

Cosa ama di più del suo lavoro?

Amo tutto del mio lavoro, mi piace svolgerlo i tutti gli ambiti che mi competono. Come ho già detto amo il mare, son nato e vissuto in una città di mare e quindi non potevo che lavorare “sul mare”! La mia casa è proprio sulla spiaggia, il rumore delle onde fa parte della mia vita.

Oltre il comando attuale di MSC Poesia, su quali altre navi della flotta ha avuto modo di lavorare? Qual è la sua preferita?

Non ho una nave preferita tra tutte quelle in cui sono stato al comando, sto bene purchè ci sia un bel rapporto armonioso con l’equipaggio. Per me la nave è molto importante, è la mia casa durante i giorni lavorativi, amo incontrare le persone che mi fanno un bel sorriso e che poi ricambio, questo mi rende molto felice e mi fa preferire tutte le navi in cui espleto la mia funzione, per me si crea un feeling una vera e propria simbiosi con la nave e tutto quello che le concerne, posso soltanto dire, e credo che lo capirete, pur amando il mio lavoro, la mia nave preferita resta sempre comunque, la mia casa sulla terra ferma.

Il pilota che sale a bordo in ingresso e uscita dai porti e nella navigazione di canali e stretti, come interagisce con lei, che ruolo svolge in plancia di comando?

Bisogna sfatare la convinzione comune che quando una nave da crociera è in prossimità di un porto, sale il pilota a bordo e governa il tutto da solo, portando la nave in banchina. Secondo il Codice della navigazione, il pilota suggerisce al Comandante la rotta da seguire o dà dei consigli sulle procedure d’attracco in un determinato porto, essendo lui “il practicos del puerto”, come viene chiamato dagli spagnoli, che dalla stessa definizione ci fa capire che è una persona che ha una buona conoscenza del porto, compreso anche le correnti marine presenti. Ma questo non vuol dire che il Comandante senza l’aiuto del pilota, non può entrare in porto, anche perché esistono alcuni porti, come ad esempio negli Emirati Arabi, dove la figura del pilota non c’è, quindi il Comandante manovra ugualmente da solo, con l’ausilio delle carte nautiche e delle strumentazioni in plancia, che consentono di portare la nave in tutta sicurezza fino all’attracco. Quindi il pilota è semplicemente un supporto al Comandante, anche perché secondo la gerarchia di bordo, egli è paragonato ad un Primo Ufficiale, quindi non ha nessuna responsabilità nelle manovre, come la ha invece il Comandante. Infine il Pilota è previsto obbligatoriamente sulle navi che superano le 500 tonnellate di stazza, la Capitaneria di Porto non consente per rispetto delle normative vigenti di navigazione l’entrata senza questa figura alle navi che superano la misura stabilita. In conclusione il Pilota che di norma è un ex ufficiale che ha frequentato un corso di pilotaggio è di supporto alle manovre, ma resta sempre il Comandante a operare. Anche perché, questa figura a bordo non conoscendo non saprebbe dove mettere le mani in plance con come quelle presenti sulle navi da crociera attuali, dalle strumentazioni tecnologicamente avanzate.

Quali sono i porti più ostici dal punto di vista dell’attracco? Qual è il suo preferito?

La risposta che posso dare è abbastanza generica, le navi diventano sempre più grandi, mentre i porti invece rimangono delle stesse dimensioni, quindi io direi che tutti i porti vanno abbordati con molta attenzione, fermo restando che in quelli piccoli una nave di dimensioni grandi non può entrare. Quindi quando si programma uno scalo il “Port Captain”, colui che ci coordina e si interessa dello scalo e dell’attracco, va prima in avanscoperta e visita la zona di mare dove la si dovrà ormeggiare, e quindi di seguito da o meno l’ok ad attraccare in quel porto. Oppure se un ansa portuale è molto stretta, o in condizioni meteo avverse, con vento e molta corrente marina, ci sono delle precauzioni particolari da attuare: o la nave rimane alla fonda, e si trasportano i passeggeri in escursione a terra con i tender o in caso di pessimo tempo, il Comandante ha facoltà di decidere di saltare la tappa e proseguire fino alla successiva.

Ci può raccontare la cosa più strana che le abbia chiesto un ospite?

Un giorno, mentre passavo su un ponte, una passeggera mi ha fermato e mi ha chiesto: “Comandante io devo visitare la sua cabina!”, al che ho risposto: “mi scusi signora ma quella è una mia zona privata!”, lei ha incalzato: “no, no Comandante io la devo assolutamente vedere, mi incuriosisce e mi interessa proprio!”, un attimo perplesso ho cercato di dissuadere la signora, facendole capire che non era proprio il caso e non si poteva, ma lei ha insistito affermando: ”ma come Comandante mi hanno detto che la cabina sua la possono visitare tutti i passeggeri!”, soltanto a quel punto, ho realizzato che aveva confuso la plancia di comando con l’alloggio del Comandante.

In merito alle innovazioni della Compagnia (MSC Seaside, MSC Meraviglia) che cosa ne pensa?

Il settore croceristico si sta sempre più espandendo e l’esigenza di navi più grandi e altamente tecnologiche pressa non poco, quindi si sta attuando uno standard più evoluto, per andare incontro anche ai desideri dei passeggeri, che sono sempre più affamati di novità. Pur ritenendo che le nuove navi che saranno varate siano delle spettacolari città galleggianti con ogni tipo di confort e divertimento, tuttavia rimango legato al fascino delle vecchie navi piccole. Perché meno dispersive, ci si conosceva da subito tutti e si diventata fin dal primo giorno di navigazione come una grande famiglia, ma anche per l’artigianalità della costruzione degli interni, che mi ricorda i miei natali in un luogo di mare. Le navi da crociera piccole mi davano anche la possibilità di frequentare i passeggeri a crociera finita, infatti spesso dopo aver familiarizzato con i croceristi, accadeva sovente che venivo invitato ad andare a trovarli nei loro luoghi di residenza e trascorrere con lo loro un weekend, cosa che per altro ho fatto e ancora oggi mi chiamano al telefono per salutarmi. Addirittura durante i giorni di sola navigazione, mi intrattenevo con loro e insegnavo i nodi marinari, il macramè, a intagliare o incidere il legno per crearne delle opere d’arte e loro gradivano parecchio partecipando numerosi. Praticamente trasmettevo il mio hobby ai passeggeri.

Perché secondo lei chi ama viaggiare in crociera deve scegliere questa Compagnia?

Perché il passeggero viene coccolato e l’equipaggio è attento alle esigenze del crocerista. Siamo una grande famiglia ed io ne faccio parte da 34 anni, di cui 24 al comando. Ho notato passando dai cargo alle navi da crociera che il passeggero ha proprio bisogno del contatto umano ed io mi fermo spesso e volentieri a chiacchierare con loro. Queste attenzioni credo che facciano in modo che la scelta ricada su questa Compagnia.