Intervista: il DJ Dino Fulgente

Facciamo due chiacchiere con il dj Dino Fulgente… pronti a scatenarvi in discoteca?

Sei nato come dj radio negli anni ’80 e hai anche rivestito il ruolo di dj animatore nei villaggi, puoi raccontaci in poche parole perché hai scelto di fare questo lavoro e come si è evoluta la tua professione nel corso di questi anni?

Si, vero. Iniziai come dj radio nella metà degli anni ‘80 dopo lunghe attese e notti a registrare su cassette provini che poi spedivo a radio private di tutta la regione Campania. Ma sin da bambino quando mi fu regalato uno strumento, lo ricordo come fosse ieri, una batteria con un set completo di tamburi di color giallo. Incominciai a picchiate forte su di loro ottenendo ritmi strani e proprio questi strani ritmi col tempo mi portarono ad ascoltare diversi generi musicali. Ebbi la mia prima consolle all’età di 16 anni; era composta da due giradischi e un piccolo mixer… il grande sapore del vinile. A 20 anni riuscii ad avere il tesserino come dj professionisti dell’A.I.D. e cosi iniziò il mio cammino senza sosta in varie discoteche villaggi e club privati.

Perché ti hanno dato il soprannome di Master One? Hai tue compilation all’attivo?

Alla fine degli anni ‘90 ho collaborato per vari progetti con dj’s italiani di certa importanza sulla Riviera romagnola. Incominciando ad usare i primi campionatori per musica house. Così mi fu dato il nome Master One.

Come e cosa ti ha indotto a farlo sulle navi da crociera e perché hai scelto MSC?

Mi ha indotto a fare il dj sulle navi la voglia di provare nuove esperienze e il piacere di far divertire i passeggeri, persone che appartengono a quasi tutto il mondo, con la mia musica. Il tutto grazie ad un mio caro amico che già da tempo lavorava con MSC, mi fece una proposta di lavoro e appena dopo una settimana dal colloquio firmai il mio primo contratto con MSC. Questo accadde 9 anni fa.

Esiste un background organizzativo prima di ogni serata, ti avvali di collaboratori? Spesso collaboro con gli animatori o con il mio Team di tecnici. Come si svolge la tua giornata tipo a bordo?

Al mattino mi riposo, di pomeriggio lavoro per le varie attività dell’animazione e dalle 23.00 discoteca a go go!

Quali caratteristiche deve avere secondo te un DJ per essere di successo a bordo delle navi, è la stessa cosa delle discoteche di città o no?

Per essere un bravo dj a bordo devi avere un bagaglio musicale infinito. Spesso alcuni usano la playlist dal computer, una cosa sbagliatissima a mio avviso. Occorre alzare gli occhi e guardare chi c’è in pista per indovinare la canzone giusta da far ballare. Mixare con grande precisione. Fare il dj a bordo non è come nelle città, durante la serata spesso si cambia genere musicale.

Ora che la figura del DJ è cambiata ed è quasi considerata al pari delle popstar, sta in evidenza alla consolle e non più nascosta nell’angolo più buio della discoteca, quanto conta secondo te la presenza scenica e l’immagine?

Probabilmente negli ultimi anni i media tradizionali hanno cominciato a dare più risalto alla figura del dj, ma la presenza scenica e l’immagine del dj sono sempre state fondamentali anche e soprattutto sulle navi.

In discoteca a bordo, accade come quelle di città, c’è il passeggero che ti viene a chiedere un brano particolare che gli piace? Lo accontenti anche se è fuori scaletta? Se si, la motivazione?

Capita spesso che un passeggero chiede un brano che è fuori scaletta ed io cerco sempre di accontentarlo inserendolo in modo particolare. La motivazione è che la sera successiva lo ritrovo in pista, magari con nuovi amici.

Qual è la cosa più strana che ti hanno chiesto e quella che hai visto?

Se dormivo sulla nave o un elicottero veniva a prendermi.

Un tuo sogno nel cassetto?

Di formare e selezionare i dj’s sulle navi, magari anche donne dj che in questo ultimo periodo sono di gran moda.